In un interessante articolo pubblicato nel 1992 il filosofo della mente Daniel Dennett e il suo collega Marcel Kinsbourne descrivono un certo numero di paradossi associati alla distribuzione cronologia dell’esperienza conscia. Uno di essi è un fenomeno di movimento apparente noto come effetto Phi-colorato oggetto di ricerche ed esperimenti approfonditi negli anno’70 dai fisologici P.Kolers e M. Von Grunau. Quando ne sentite parlare per la prima volta e iniziate a riflettere sulle sue conseguenze, l’effetto Phi è alquanto sorprendente.
Ecco come funziona: se osservate due punti di lice proiettati in rapida successione su un muro di fornte a voi, separati tra loro da un angolo visivo (l’angolo formato tracciando una linea retta da entrambi i punti a uno solo dei vostri occhi di quantro gradi), sembrerò che a spostarsi da una posizione all’altra siai un unico punto. Sebbene questo fenomeno accada con piu di due punti proiettati uno dopo l’altro, ai fini della nostra discussione limiteramo l’esempio a due punti soltanto.
Per comprenderlo meglio, immaginatevi di guardare un muro bianco. All’inizio un punto di luce lampeggio sul muro e poi si spegne. Poco dopo lampeggia il secondo punto, magari un po’ a destra del primo. Se il secondo punto segue il primo abbastanza rapidamente, vedrete il fenomeno di un singolo punto di che sposta senza soluzione di continuitò da sinistra a destra, come se qualcuno stesse tracciando una breve linea orizzontale sul muro con una torcia elettrica. Per effetturare davvero quest’esperimento dovreste essere in grano di proiettare i punti dul muro molto velocemente, in modo da non lasciare trascorrere piu di un quindo di secondo tra l’uno e l’altro. La persistenza di quest’illusione rappresenta la ragione per cui vediamo il movimento nei film e alla televisione, se cosi non fosse, vedremmo soltanto immagini intermittenti.
Dopo che Kolers e Grunau ebbero portato a termine questo e altri analoghi esperimenti Phi, il filosofo Nelgson Goodman chiese loro di verificare che cosa sarebbe accaduto se i due punto fossero stati di una qualsiasi coppia di colori diversi, come rosso e verde, vale a dire, se il primo punto proiettato sul muro fosse stato rosso e il secondo, proiettato un istante piu tardi e sulla destro del primo, fosse stato verde, come avrebbe percepito questi punti un individuo qualsasi, dotato di una normale visione dei colori?
Potremmeo immagine anche l’osservatore veda dei punti intermedi lungo la traiettoria cambiare gradualmente colore dal rosso all’arancio e via dicendo, attravero lo spettro dei colori, fino a diventare verdi. Un'altra ipostesi è che la presenza del colore faccia svanire l’illusione del movimento, lasciandosi dietro soltanto l’immagine di due puntini lampeggianti di colore diverso.
Quello che è effettivamente percepito è alquanto sorprendente. Kolers e Grunau eseguirono l’esperimento e rimasero stupefatti scoprendo che il punto apparentemente in movimento rimaneva rosso finché arrivava a metà della sua illusoria traiettora sul muro e poi improvvisamente diventava verde preseguendo verso la sua destinazione finale sul muro. Pensateci. Nessuna luce era stata effettivamente proiettata lungo la traiettoria tra i due punti. Non soltanto il movimento sul muro da sinistra a destra è un’illusione, ma il rosso si trasforma in verde prima che il punto verde apparia sul muro! Come è possibile?
Prima che appaia un punto verde, presumibilmente la persona non ha idea del colore di cui esso sarà. Potrebbe essere giallo, o anche porpora, cioè di un colore che non si trova tra il rosso e il verde sullo spettro, dunque non può immaginarselo. Gli sperimentatori l’hanno verdificato servendosi di vari osservatori e diversi colori. I soggetti degli sperimenti non sapevano quale sarebbe stato il colore finale del punto, ciononostante, sembra che tutti abbiano osservano lo stesso cambiamento al primo tentativo: i soggetti hanno riferito che il colore cambiava a metà della traiettoria illusioria trasformandosi sempre nel colore del secondo punto. Potreste sospettare che in qualche modo gli osservatori costruissero il percorso illusiorio nella loro mente dopo che era apparso il punto verde. Ma perché la loro mente avrebbe dovuto mettere in scena quest’elaborato trucco? Significa forse che non vediamo mai veramente quello che è “la fuori” quando accade, ma ci limitiamo a ricostruire la scena nella nostra mente e poi a proiettare di nuovo tale ricostruzione nel tempo?
Se è cosi, perché preoccuparsi di creare una traiettoria nell’immaginazione?
Forse il cervello agisce come una macchina del tempo, proietando l’esperienza a ritroso nel tempo? O in alternativa, sperimento un qualche tipo di precognizione?
Chiaramente, l’illusione del cambiamento di colore nell’apparente punto a meta percorso non può avere luogo fin dopo che il secondno punto non viene registrato in qualche modo nel cercello., Dunque la mente deve guardare nel futuro, vedere il colore verde, poi ritornare indietro nel tempo per effetturare il cambiamento.
La speigazione piu plausibile è che sia l’osservatore a proiettare l’esperienza a ritroso nel tempo della prospettiva di chi l’ha gia vista. Tuttavia, sembrerebbe troppo tardi e a stento necessario interporre la scena illusoria del cambiamento di colore nel corso del movimento tra l’esperienza conscia del punto di luce numero 1 e l’esperineza conscia del punto di luce numero 2. Come e perché il cervello effettua questo gioco di prestigio? La spiegazione logica sarebbe che tutta questa sembianza di un punto di luce in movimento con cambiamento di colore stava accadendo dopo che il punto verde conclusivo era lampeggiato e non prima. Ma considerando il breve tempo intercorso tra il lampo e la descrizione, questo sembra difficilmente plausibile…E soprattutto, qualce scopo avrebbe un processo del genere nell’evoluzione delle cose? J
Yoga della Mente e i Viaggi nel tempo – F.A. Wolf