domenica, 05 luglio 2009

Cuori Neri e Picche Rosse

Volevo mostrarvi come la nostra mente “programma” la realtà, non secondo quello che c’è effettivamente c’è la fuori (troppo facile), ma su quello che credi sia reale.

Ho utilizzato la parola “programma” per dimonstrarvi con il video che c’è sotto, che noi abbiamo davvero dei schemi già impostati (dalla nostra famiglia, dalla società, dalla nostra religione) e che anche se i nostri occhi vedono cose “diverse” di quello che crediamo, non è che ci rimettiamo in questione e ci diciamo “alt alt, c’è qualcosa che non quadra….” Anzi! Il nostro cervello troverà molto piu facile “cambiare” l’immagine che noi percepiamo dell’al di fuori di noi per farla quadrarla con i nostri significati che accettare di rimettersi in questione!!!….Pazzesco? Guardate il video..è solo un pezzo di film preso da “Interstate 60”…ma è un esercizio che realmente è stato fatto…e tutti si fanno fregare!!!

“L’esperienze ti ha condizionato a pensare che tutti i cuori siano rossi e che tutte le picche siano neri. Le forme sono simili, quindi per la tua mente è facile recepirle in base alle tue esperienze passate piuttosto che aprirti all’idea che possono essere diverse. VEDIAMO QUELO CHE CI ASPETTIAMO DI VEDERE NON NECESSARIAMENTE QUELLO CHE C’E IN REALTA. Non è un caso che i bambini che hanno mai giocato a carte supperino sempre il test….allora ci possiamo chiedere quante altre cose c’è la fuori: segni, suoni, odori che non riusciamo a percepire perché non ci siamo “abituati” …la cosa buona da sapere è che si rifacciamo il test, tu saprai riconoscere i cuori neri e le picche rosse e ti sarà facile poterle percepire. La struttura del tuo cervello è come un sistema di strade statali, facile di andare da una città all’altra per le strade molto traficate ma le località intermedie che lambiscono la rete autostradale sebbene siano li, la maggiore parte le superano sfrecciando.” “- si è un bel trucchetto, ma non esistono mazzi di carte con cuori neri e picche rosse!” “E…CHI PUO DIRLO?”

Morganne alle 22:21 in: neurologia
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mercoledì, 01 luglio 2009

La tua Vita è una Favola

Cosa ti rimane del tuo passato?

un pungo di ricordi.

Ricordi esistiti…altri inventati o finti.

Sogni, pensieri, emozioni, immagini.

Generalmente il nostro passato ci condiziona, ci limita, ci pesa a volte…questo perché pensiamo, non come il “noi” di ora, ma come il “io” di ieri. Pensiamo essere la nostra vita, le nostre esperienze, le nostre emozioni…il nostro passato. Ci colla alla pelle e all’anima in maniera tale che non facciamo piu la distinzioni fra quello che eravamo e quello che siamo. Per noi, noi siamo sempre noi. E (a torto) la nostra mente pensa che cosi siamo e cosi dobbiamo rimanere.

Ma…è realmente cosi che le cose devono andare?

Nella nostra vita, quello che rimane del nostro passato si trasforma con il tempo. Iniziamo a vedere le nostre esperienze del passato con immagini diverse, re-inventiamo e rimodelliamo gli avvenimenti al nostro piacimento. Allora..perché non lo fare in nostro favore??? Non si tratta di rinnegare il passato o di raccontarsela. Si tratta di prendere la parte utile di quello che è stato per potenziarla nel momento presente….con una Favola.

 

Re-inventa la tua storia!

 

L’idea è di staccarsi della routine, dei ricordi e del passato come lo conosciamo. Bisogna stimolare la nostra mente con delle idee nuove, delle immagini che ci danno forza. Bisogna che usciamo di questa dimensione “troppo conosciuta” partendo, pero, di una base: la nostra vita.

 

L’esercizio

 

Semplice in se, basta poco: un bloc notes, una penna….la tua immaginazione e una situazione tranquilla, priva di distrazioni.

Ora, è semplice. Scrivi la tua vita in forma di fiaba….lascia scorre la tua immaginazione, la tua fantasia…non importa le sequenze dei ricordi (non importa neanche i ricordi), scrivi semplicemente quello che avresti voluto che accadesse senza un minimo di logica! Piu ci stacchiamo della realtà e tanto piu è efficace. Non importa lo stile, la coerenza…non devi per forza presentarla per il Pulizer! La forza di questo lavoro è proprio di uscire della nostra quotidianità e di stimolare la mente, l’immaginazione e la fantasia!

Dopo averla scritta, ci mettiamo un bel titolo…e la rileggiamo per noi.

Quando in qualunque momento della tua vita avrai bisogno di maggiore energia e di ricaricarti, leggila. E arricchiscila ancora di piu, proseguendo la storia al tuo piacimento.

 

Qualcosa sulle Fiabe

 

“Basta ripercorrere molte delle fiabe a noi familiari per renderci conto che spesso al tesoro o alla conquista della principessa arriva il personaggio piu misero, piu umile, apparentemente privo di risorse e alleati. Spesso è proprio la sua sprovvedutezza che lo rende disponibile ad affidarsi all’aiuto provvidenziale delle forse della natura: animali, piante, creature che personificano forze primitive, espressioni dell’inconscio e dell’istinto.

Pià ci sentiamo insignificanti e coli e più il talento è a portato di mano”. Alex Mantice.

Morganne alle 19:45 in: psicologia
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lunedì, 29 giugno 2009

Qualcosa sulla plasticità mentale…

 

 

Avrai probabilmente già sentito questo termine nei documentari o su qualche rivista, ma…ci rendiamo veramente conto di cosa potrebbe portare nelle nostre vite?

Oggi, abbiamo le prove scientifiche che qualsiasi parte del nostro cervello è modellabile (anche se con difficoltà a volte) e che le zone corticali di tale o tale funzione sensoriale (tatto, vista, udito…) possono rimpiazzarsi con le altre, o che le funzioni motrici (quelli che comandano i nostri muscoli) possono anche loro rimpiazzarsi l’un l’altra. Questo apre uno spiraglio di possibilità incredibile e ci siamo resi conto che sotto l’influenza di emozioni, immagini, pensieri e azioni diverse, i nostri neuroni:

- possono svilupparsi fino a decuplicare la loro taglia e moltiplicare le loro sinapsi all’infinito

- possono adattarsi a delle nuove “missioni” fino a rimpiazzarsi l’uno altro (per esempio la vista con l’udito)

- possono riorganizzare completamente il nostro cervello in seguito ad un incidente o ad un operazione (e utilizzare solo una parte del nostro cervello per fare quasi tutto)

Pensare diversamente?

Nel 1959, Pedro Bachy-Rita ha un incidente di macchina e si ritrova paralizzato da un incidente vascolo-cerebrale (AVC). I medici dicono che sarà emiplegico a vita e che i suoi giorni sono contati. I figlio di Pedro, George, rifiuta di pensare che suo padre non abbia possibilità e ha un ispirazione delirante: pensa a suo padre come ad un neonato e pensa che dovrebbe iniziare ad insegnarlo a camminare da zero. Con l’aiuto di un amico e con diversi attrezzi di fortuna, George mette il suo padre a pancia in giù nel giardino per farlo strisciare per poi farlo camminare a quattro zampe (sotto lo sguardo scioccato dei vicini!”). Ma l’esperimento riesce molto meglio del previsto, e un anno dopo, Pedro suona il piano, danza, e inizia a ridare corsi alla facoltà dove insegnava. Inutile dirvi che I medici sono rimasti allibiti di questo miracolo (anche se noi sappiamo che di questo non si tratta).

Cosi, è solo dopo un po di tempo che il termine Neuroplasticità viene conosciuto dell’altro figlio di Pedro, Paul, ma all’epoca, nessuno ne parla, soprattutto i medici. Paul è infatti un genio che cerca tutto dappertutto ed era di ritorno da un viaggio all’estero quando scopre la Neuroplasticità. Ha vissuto in 10 paesi diversi e parla 6 lingue, aveva studiato medicina e psicofarmacologia e in quel momento, studiava pure ingegneria biomedicale e neurofisiologia dell’occhio. Mica male!

Le sue letture transversali in materia di novità scientifiche l’avevano dunque portato a capire che il nostro sistema nervoso è un entità infinitamente piu elastica di quello che crediamo che sia.

Quando muore Pedro, Paul farà fare un autopsia del cervello di suo padre, e scopre che il 97% dei nervi erano stati danneggiati dall’AVC. Pedro è dunque sopravissuto piu di 6 anni solo con il 3% delle sue connessioni neurologiche funzionanti ed erano con quelle che il suo figlio l’aveva reeducato! In piu, si vedeva chiaramente che in questi 3% di connessioni, i neuroni che c’erano, erano particolarmente sviluppati (come muscolosi) e questo permetteva al cervello di occuparsi delle funzioni vitali (quello che per i medici era allora inconcepibile).

Paul, con il tempo, svilupperà una macchina incredibile che trasformerà le immagini in pulsioni elettroniche e questo permetterà alle persone cieche di vedere con la pelle. Ancora piu impressionante, 30 anni dopo sarà sviluppato su questo principio una macchina piccolissima che interagisce (sempre via pulsione elettroniche) direttamente sulla lingua della persona, e cosi, la persona cieca riesce ad evitare addirittura i proiettile di un arma a fuoco. Paul, oggi, ride e dice che con il suo concetto “posso collegare qualsiasi cosa a qualsiasi cosa!!!”.

Oggi, la Medicina (anche grazie ai lavori di Paul) riconosce che esistono delle zone corticali che sono come “processi plastici interconnessi” suscettibili e capaci di intercambiarsi a volontà e secondo del bisogno della persona. Se una di queste zona si distrugge, può essere rimpiazzata da un'altra e l’altra “reeducata” ad avere la funzione della prima.

Mai dire mai

Fino a 30 anni fa, la medicina considerava che il cervello era geneticamente predestinato a compiere le stesse cose, e che dopo il primo anno di vita di un bambino, questo non avrebbe piu sviluppato altre strutture neurali. In effetti, pensavano che una volta strutturata, non era piu possibile cambiare la rete neurologica. Ma Michael Mezernich dimostrerà il contrario già negli anni 60: nel cervello (come nell’universo) niente si ferma mai, e tutto è sempre in evoluzione, compreso i sistemi neurali.

Negli ultimi 30 anni, Mezernich va dimostrare che i neuroni si comportano come esseri indipendenti ma anche collettivi, in competizioni, e utilizzano le loro rete per conquistare i territori vacanti. I neuroni, in effetti, possono raddoppiare la loro taglia, la loro forza e soprattutto le loro connessioni che variano in proporzioni considerabili.

 

 

Morganne alle 19:58 in: neurogenesi
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domenica, 26 aprile 2009

Benedizione di Michael Hall

La Magia si cela nelle nostre parole.


Nel Mondo degli Eventi sempre in mutamento,
dove nulla significa di per sé qualcosa separato da
una Mente che crea incantesimi, la Magia è sempre pronta a manifestarsi.

Per crearla è necessaria una mente impegnata.
Qui sta la Magia – nel Significato.

Perché, sebbene, nulla significhi qualcosa di per sé, ogni cosa può significare qualcosa.

Pronunciamo incantesimi, nel momento in cui tessiamo le nostre Tele con le Parole pronte ad ogni nostro Ordine.

Con la nostra Mente ed i nostri Occhi di Maghi e Maghe noi mettiamo in relazione ciò che è fuori da Noi con i nostri Stati interni, e portiamo in azione la Magia Neuro-Semantica.

Con il nostro Cuore di Maghi e Maghe noi Incorniciamo gli Incantesimi nei Contesti e nelle Cornici Superiori, i Significati nei Significati e questi Significati vengono incorniciati in cornici ancora superiori.
In quel momento allora gli Incantesimi si mettono ai nostri ordini, se solo prestiamo attenzione alla nostra Bacchetta Magica dei Simboli e dei suoi segreti sulla Struttura della Magia.

Che tu possa da ora in poi toccare innumerevoli vite, menti e cuori, con la Magia che adesso è ai tuoi ordini.

Mostrati ora, Mago e Maga del Cuore!

L. Michael Hall

Morganne alle 21:11 in: michael hall
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sabato, 25 aprile 2009

Elimina i tuoi pensieri negativi ed inutili!

“Se volete cambiare le vostre condizioni, dovete prima cambiare voi stessi. Può accadere che i vostri desideri, fantasie, capiricci e ambizioni incontrino ostacoli ad ogni passo, ma i vostri pensieri più riconditi troveranno espressione, come è certo che la pianta spunta del seme”. La Chiave Suprema – Charles Haanel

 

Se pianti un seme di un melo, un melo crescerà. Non può crescere un orchidea o un aloe vera. Cosi, se continuia nutrire un pensiero, questo pensiero, qualsiasi sia condizionerà la tua realtà. Ma sei sicuro che il pensiero sia proprio il seme? Temo proprio di no. Perché il pensiero è gia in se una pianta. Non è il seme proprio. Generi pensieri dopo avere ricevuto un determinato imput. L’imput in se, a volte, è solo illusione, può essere interiore come esteriore. L’imput va ad attivare una determinata zona nel tuo cervello ed è proprio questa attivazione o processo neurologico che creerà il pensiero. Se vuoi migliorare la qualità dei tuoi pensieri, devi prima migliorare la qualità dei tuoi imput. Per esempio, se non vuoi avere pensieri di paura, perché guardare un film horror? Inizi semplicemente a curare la qualità dei tuoi imput esterni. Lo sai già che essendo a contatto con determinate persone ti fa stare male? Smettita di frequentarle. Questo farà si che la parte del tuo cervello che si attiva sempre al loro contatto inizia ad indebolirsi. Solo una volta indebolitta potrai creare nuove connessioni. Altrimenti, il sistema piu forte prevale sempre. Non pensare che puoi cambiare i tuoi pensieri di un giorno all’altro in contatto con queste persone, perché se continui sempre a vederle, sempre lo stesso processo mentale s’innescherà e non potrai lavorare nel profondo per cambiarlo. All’inizio, dunque, è bene fare “una pulizia” di imput per un bel po di tempo.

 

Recapituliamo:

Un pensiero ti fa stare male? Cerchi di eliminare per primo tutti gli imput che ti fanno scatenare questo imput. Non cercare per forza di non pensare a questo pensiero. Non funziona. Quando cerchi di non pensare ad una cosa, la pensi per forza. Cerchi di fare altre cose, vai e elimini tutti gli imput che ti fanno pensare a questa cosa. Un esempio? Una persona cara a te è deceduta. Sbarazzati di tutti i ricordi di questa persona prima di tutto. Fai piazza pulita nella tua casa e nella tua vita. Non lasciare che delle cose che ti ricorda lei siano nel tuo campo visivo. Altrimenti, giorno dopo giorno il ricordo di lei si rafforza fino a diventare un sistema neurologica talmente forte che la penserai anche senza imput! Inconsciamente riporterai sempre la tua mente al suo ricordo.

 

Ora, prendi semplicemente un tuo pensiero. Qualsiasi cosa che non ti è utile per vivere una vita serena e elimina il piu possibile tutti gli imput che ti portano a generare questo pensiero.

 

Morganne alle 11:08 in: pensieri negativi ed inutili
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venerdì, 24 aprile 2009

profezia autoavverante

 

 

 

 

“Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse diventano reali nelle loro conseguenze."

William Thomas

 

 

 

 

 

Una profezia autoavverante è una predizione che, nel venire fatta, fa si che diventi vera.

 

 

Una profezia che si autoavvera si ha quando una persona profetizza un evento futuro, e facendolo, altera il suo comportamento in un modo che finisce per causare tale evento.

 

 

Secondo Robert K. Merton la profezia autoavverante è «una supposizione  che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità».

 

Infatti, Le persone cambiano spesso il loro atteggiamento per allinearsi a ciò che professano pubblicamente o nella loro mente.

 

Attenzione dunque ai nostri pensieri e alle nostre proprie profezie auto-avveranti.

 

Ma….pensavo oggi…

 

Anche se dico a me stessa di farci attenzione e magari di non crearne piu….anche questo non è gia una profezia auto-avverante? J

 

Morganne alle 17:34 in: profezia autoavverante
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martedì, 21 aprile 2009

L’esperimento PHI-COLORATO

In un interessante articolo pubblicato nel 1992 il filosofo della mente Daniel Dennett e il suo collega Marcel Kinsbourne descrivono un certo  numero di paradossi associati alla distribuzione cronologia dell’esperienza conscia. Uno di essi è un fenomeno di movimento apparente noto come effetto Phi-colorato oggetto di ricerche ed esperimenti approfonditi negli anno’70 dai fisologici P.Kolers e M. Von Grunau. Quando ne sentite parlare per la prima volta e iniziate a riflettere sulle sue conseguenze, l’effetto Phi è alquanto sorprendente.

Ecco come funziona: se osservate due punti di lice proiettati in rapida successione su un muro di fornte a voi, separati tra loro da un angolo visivo (l’angolo formato tracciando una linea retta da entrambi i punti a uno solo dei vostri occhi di quantro gradi), sembrerò che a spostarsi da una posizione all’altra siai un unico punto. Sebbene questo fenomeno accada con piu di due punti proiettati uno dopo l’altro, ai fini della nostra discussione limiteramo l’esempio a due punti soltanto.

Per comprenderlo meglio, immaginatevi di guardare un muro bianco. All’inizio un punto di luce lampeggio sul muro e poi si spegne. Poco dopo lampeggia il secondo punto, magari un po’ a destra del primo. Se il secondo punto segue il primo abbastanza rapidamente, vedrete il fenomeno di un singolo punto di che sposta senza soluzione di continuitò da sinistra a destra, come se qualcuno stesse tracciando una breve linea orizzontale sul muro con una torcia elettrica. Per effetturare davvero quest’esperimento dovreste essere in grano di proiettare i punti dul muro molto velocemente, in modo da non lasciare trascorrere piu di un quindo di secondo tra l’uno e l’altro. La persistenza di quest’illusione rappresenta la ragione per cui vediamo il movimento nei film e alla televisione, se cosi non fosse, vedremmo soltanto immagini intermittenti.

Dopo che Kolers e Grunau ebbero portato a termine questo e altri analoghi esperimenti Phi, il filosofo Nelgson Goodman chiese loro di verificare che cosa sarebbe accaduto se i due punto fossero stati di una qualsiasi coppia di colori diversi, come rosso e verde, vale a dire, se il primo punto proiettato sul muro fosse stato rosso e il secondo, proiettato un istante piu tardi e sulla destro del primo, fosse stato verde, come avrebbe percepito questi punti un individuo qualsasi, dotato di una normale visione dei colori?

Potremmeo immagine anche l’osservatore veda dei punti intermedi lungo la traiettoria cambiare gradualmente colore dal rosso all’arancio e via dicendo, attravero lo spettro dei colori, fino a diventare verdi. Un'altra ipostesi è che la presenza del colore faccia svanire l’illusione del movimento, lasciandosi dietro soltanto l’immagine di due puntini lampeggianti di colore diverso.

Quello che è effettivamente percepito è alquanto sorprendente. Kolers e Grunau eseguirono l’esperimento e rimasero stupefatti scoprendo che il punto apparentemente in movimento rimaneva rosso finché arrivava a metà della sua illusoria traiettora sul muro e poi improvvisamente diventava verde preseguendo verso la sua destinazione finale sul muro. Pensateci. Nessuna luce era stata effettivamente proiettata lungo la traiettoria tra i due punti. Non soltanto il movimento sul muro da sinistra a destra è un’illusione, ma il rosso si trasforma in verde prima che il punto verde apparia sul muro! Come è possibile?

Prima che appaia un punto verde, presumibilmente la persona non ha idea del colore di cui esso sarà. Potrebbe essere giallo, o anche porpora, cioè di un colore che non si trova tra il rosso e il verde sullo spettro, dunque non può immaginarselo. Gli sperimentatori l’hanno verdificato servendosi di vari osservatori e diversi colori. I soggetti degli sperimenti non sapevano quale sarebbe stato il colore finale del punto, ciononostante, sembra che tutti abbiano osservano lo stesso cambiamento al primo tentativo: i soggetti hanno riferito che il colore cambiava a metà della traiettoria illusioria trasformandosi sempre nel colore del secondo punto. Potreste sospettare che in qualche modo gli osservatori costruissero il percorso illusiorio nella loro mente dopo che era apparso il punto verde. Ma perché la loro mente avrebbe dovuto mettere in scena quest’elaborato trucco? Significa forse che non vediamo mai veramente quello che è “la fuori” quando accade, ma ci limitiamo a ricostruire la scena nella nostra mente e poi a proiettare di nuovo tale ricostruzione nel tempo?

Se è cosi, perché preoccuparsi di creare una traiettoria nell’immaginazione?

Forse il cervello agisce come una macchina del tempo, proietando l’esperienza a ritroso nel tempo? O in alternativa, sperimento un qualche tipo di precognizione?

Chiaramente, l’illusione del cambiamento di colore nell’apparente punto a meta percorso non può avere luogo fin dopo che il secondno punto non viene registrato in qualche modo nel cercello., Dunque la mente deve guardare nel futuro, vedere il colore verde, poi ritornare indietro nel tempo per effetturare il cambiamento.

La speigazione piu plausibile è che sia l’osservatore a proiettare l’esperienza a ritroso nel tempo della prospettiva di chi l’ha gia vista. Tuttavia, sembrerebbe troppo tardi e a stento necessario interporre la scena illusoria del cambiamento di colore nel corso del movimento tra l’esperienza conscia del punto di luce numero 1 e l’esperineza conscia del punto di luce numero 2. Come e perché il cervello effettua questo gioco di prestigio? La spiegazione logica sarebbe che tutta questa sembianza di un punto di luce in movimento con cambiamento di colore stava accadendo dopo che il punto verde conclusivo era lampeggiato e non prima. Ma considerando il breve tempo intercorso tra il lampo e la descrizione, questo sembra difficilmente plausibile…E soprattutto, qualce scopo avrebbe un processo del genere nell’evoluzione delle cose? J

 

Yoga della Mente e i Viaggi nel tempo – F.A. Wolf

Morganne alle 18:23 in: esperimenti, viaggi nel tempo, daniel dennet
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domenica, 12 aprile 2009

Non esiste il caso

-          Maestro, ho una brutissima notizia!

-          Ha. Shiffù, esistono solo notizie, ne belle ne brutte.

-          Maestro, la vostra visione era giusta, Tailung è evaso di prigione ed è diretto qui!

-          Questo è una brutta notizia, se credi che il Guerriero Dragone non possa fermarlo.

-          Il Panda? Maestro, il Panda non è il Guerriero Dragone, lui non dovrebbe neanche trovarsi qui, è stato un caso!

-          Il caso non esiste.

-          Si, lo so, l’avete gia detto, 2 volte.

-          Beh, neanche questo è stato un caso.

-          E fanno 3.

-          Ah, mio vecchio amico. Il Panda non adempierà mai il suo Destino e tu al tuo, finché non rinuncierete all’illusione del controllo.

-          Illusione?

-          Si, guarda questo albero di pesco, Shiffù. Non posso farlo fiorire quando mi aggrada e farlo fruttificare prima del suo tempo.

-          Ma delle cose le possiamo controllarle! Posso controllare quando cade la frutta,  e posso controllare dove piantare il seme. Questa, non è un illusione, Maestro!

-          Ah si, ma qualunche cosa tu faccia, questo seme crescerà e diventerà un pesco. Magari tu desideri un melo o un arancio, ma otterai un pesco.

-          Ma un pesco non può sconfiggere Tailung!

-          Può darsi di si! Se sei disposto a guidarlo, a nutrirlo, e a credere in lui.

-          Ma come? Come? Mi serve il vostro aiuto, Maestro.

-          No, tu devi solamente credere. Promettemi, Shiffù, promettimelo che crederai. Devi solo credere.

-          Ci proverò.

Morganne alle 18:35 in: il caso non esiste
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domenica, 15 marzo 2009

Table-Top nella PNL

Dai un’occhiata al metodo del ‘table-top’ (piano del tavolo) della PNL. E’ una metafora che spiega perfettamente come fare a rimuovere i blocchi. Immagina che il piano del tavolo sia il quadro generale che ti rappresenta – Non ho successo o Continuo a sabotare me stesso.  Quali sono le tue ‘gambe’ (come convinzioni, eventi, esperienze, assunzioni and zone di comfort) che sostengono questo piano del tavolo?

 

Fai un disegno di un tavolo e scrivi sopra il tuo blocco. Disegni 4 piedi, e scrivi al meno 4 convizioni/credenze/immagini che ti fanno pensare che questo blocco esista realmente:

 

 

 

table

 

“Quali sono le mie convinzioni negative e limitanti che tendono a creare questo mio blocco”?

 

1) Convinzione numero 1

2) Convinizione numero 2

3) Convinzione numero 3

4) Convinzione numero 4

 

 

Ora, prendi ogni convinzioni e chiediti:

 

“Cosa dico a me stesso/immagino/sento quando credo a questa convinzione?”

 

ora chiediti:

 

“E’ una convinzione reale? Posso esserne certo? Ho mai avuto riferimenti nella mia vita che attesta il contrario? E’ mai successo una volta che non sia accaduto o che mi è stato dimonstrato il contrario? E se mi è mai successo una volta di dimonstrare il contrario, perché continuo ad avere questo pensiero? Che ci guadagno nel credere in questa convinzione? Come influisce sulla vita? E se smettesse di crederci, come sarebbe la mia vita ora? E fra 5 anni”?

 

Con il metodo Table-Top si va a distruggere le credenze per fare affondare il tavolo (il blocco).

Buon lavoro!

Morganne alle 13:22 in: pnl , table-top
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sabato, 07 marzo 2009

Meta-riflessioni!

Vi riporto qua le ultime scoperte di Bless You!, e le ringrazio per i loro fantastico contributo per le loro ricerche...

1- Mangia una mela prima di pranzo.
Alcune ricerche effettuate dalla Pennsylvania State University hanno riscontrato questo dato tra le persone che consumavano almeno 190 calorie in meno a pranzo rispetto a quelle che assumevano la stessa quantità di calorie sotto forma di succo di mela arricchito da fibre e succo di mela normale. “Non tutte le calorie sono create uguali”, dice Mark Hyman, MD. “Una mela intera contiene più fibre e nutrienti e fa sentire sazi più a lungo”. Coloro che si sono sottoposti volontariamente all’esperimento, hanno mangiato le loro mele 15 minuti prima del pranzo, e gli autori della ricerca pensano anche che gli effetti avrebbero potuto essere più consistenti se queste persone avessero mangiato anche la buccia (che invece era stata tolta), grazie alla percentuale in più di fibra.

2- Lavati i denti tenendo lo spazzolino nell’altra mano.
Usare la tua mano non-dominante per eseguire dei gesti semplici, può migliorare il tuo umore e la tua memoria; questo perchè l’azione stimola la produzione del fattore neurotrofico del cervello (BDNF), una proteina che promuove la crescita di quei neuroni che sono collegati alla memoria a lungo termine e all’umore. “Quando si è depressi o sotto stress, la produzione di BDNF da parte del cervello cade a picco,” dice Moses Chao, PhD, professore di neuroscienza e psichiatria alla New York University School of Medicine. (lui afferma che uno degli effetti meno conosciuti degli antidepressivi è quello di innalzare i livelli di BDNF). Qualsiasi gesto inaspettato - per esempio odorare del rosmarino per prima cosa la mattina - può attivare il BDNF.

3- Se proprio bevi caffè, bevilo filtrato.
Sempre più studi scientifici stanno mettendo in connessione il caffè non filtrato con l’innalzamento dei livelli di colesterolo. Gli scienziati sospettano che il motivo abbia a che vedere con i terpeni - composti trovati nell’olio essenziale dei semi di caffè. I caffè che non vengono filtrati, come quelli fatti con le macchine per i caffè espresso o con la pressa di tipo francese, possiedono un contenuto maggiore di terpeni, che interferisce con il metabolismo del colesterolo. “I filtri catturano gli oli in superficie, “ afferma Nancy Snyderman, MD, capo editore medico presso la NBC News. “I filtri di carta sono molto più efficaci di quelli metallici”.

4- Potenzia il tuo modo di camminare.
Se di recente sei stato in una palestra, avrai probabilmente sentito il termine core (nucleo). Riguardo gli addominali e i dorsali, il core work (lavoro sul nucleo) sviluppa dei muscoli flessibili e diminuisce i rischi di lesioni. Aumenta anche le performance atletiche e lenisce il mal di schiena nella zona dei lombi, secondo un articolo del 2008 della University of Colorado School Medicine. Puoi accedere con facilità ad un lavoro di core anche mentre cammini, dice Michelle Demus, direttrice del programma presso il New York Pure Yoga Studio.

Fai una inspirazione profonda e quindi, con una espirazione forte spingi il tuo ombelico all’interno verso la spina dorsale; conta fino A cinque e rilascia. Esegui questo per dieci volte mentre cammini, riposato un attimo e quindi esegui per altri due gruppi di dieci. Un altro modo di aggiungere alla tua passeggiata un altro allenamento core è quello di aggiungere alcuni affondi: mantenendo la spina dorsale allungata e gli addominali contratti, con il piede destro fai un passo avanti di almeno mezzo metro - il ginocchio deve essere direttamente perpendicolare alla caviglia - e solleva il piede sinistro, in modo essere per un istante in equilibrio sulla gamba destra. Ripeti con l’altro piede.

5- Mangia delle noci.
Se ti senti spesso stanco, prendi in considerazione sospettato un insolito: il tuo fegato. Grazie alla dieta ricca di grassi e di carboidrati, milioni di adulti stanno “aumentando i rischi di infiammazione del fegato e stanno avviandosi su una via a rischio cirrosi - anche senza aver mai toccato un alcolico,” afferma Jan Garavaglia, MD, titolare del programma Dr. G:Medical Examiner su Discovery Health Channel ed autore di bestsellers.
La fatica ed il malessere fisico sono sintomi anticipatori della malattia del fegato grasso non a causa alcolica; per aiutare a prevenirla o a diminuirla, prova a mangiare ogni giorno almeno una trentina di grammi di gherigli di noce; essi contengono i benefici omega-3, utili al fegato. Come procedura generale cerca di sostituire il cibo spazzatura con la frutta, verdura pesce e cereali integrali.

Augurandovi Grandi Risultati
Lucia,
Nicola e lo staff di BlessYou!

Morganne alle 17:05 in: bless you
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